Psicoterapia Breve Strategica

La Psicoterapia Breve Strategica è un approccio pragmatico alla soluzione dei problemi umani con specifici fondamenti teorici e con una prassi operativa in costante evoluzione sulla base dell’esperienza empirica. Si tratta di un approccio breve (entro le 10 sedute) focalizzato sul funzionamento del problema nel presente – tecnicamente, sulle “tentate soluzioni” alla base della sofferenza – che produce non solo un cambiamento nelle modalità attraverso le quali una persona costruisce la propria realtà personale e interpersonale, ma anche l’eliminazione duratura della sintomatologia.

In cosa consiste il lavoro terapeutico. Nella Terapia Breve Strategica vengono date indicazioni chiare e dirette su quali strategie applicare per risolvere il problema presentato (attacchi di panico, ansia, ossessioni, compulsioni, depressione ecc.; per un elenco completo delle aree risolvibili mediante T.B.S., consultare la pagina “Problemi e Patologie”).
Le indicazioni date non rappresentano mai nulla di pericoloso o minaccioso, antieconomico o immorale, ma sono, al contrario, piccole cose da fare o da pensare, che il più delle volte possono apparire molto semplici, bizzarre, a volte banali, sicuramente controintuitive – e proprio per questo vengono definite “strategiche” – ma che una volta messe in pratica producono un cambiamento stabile che permette alla persona il superamento della situazione problematica.

Il concetto chiave della terapia strategica è quello di “tentata soluzione”. Ci si riferisce ad esso per intendere quelle modalità ridondanti messe in atto per risolvere un problema, ma che al contrario lo alimentano o lo fanno addirittura peggiorare. Obiettivo del terapeuta è interrompere la spirale negativa dei tentativi insoddisfacenti e disfunzionali e sostituirla con strategie realmente efficaci: ogni problema ha la sua soluzione, ma anche le sue “tentate soluzioni”.(Il lettore interessato agli aspetti più tecnici di questa metodologia di intervento può consultare la sezione “Bibliografia” all’interno del sito).

A differenza di teorie psicologiche o psichiatriche più tradizionali (come ad es. la terapia psicoanalitica o quella cognitivo-comportamentale), il terapeuta strategico non utilizza nessuna definizione di “normalità” o “patologia”.

L’attenzione è focalizzata sul presente e sulla situazione attuale e non sull’indagine delle cause passate, poiché, da un punto di vista strategico, per cambiare una situazione problematica, non è necessario indagare le cause passate (aspetto su cui, peraltro, non si avrebbe nessuna possibilità di intervento), ma risulta più utile lavorare sul come il problema funziona nel presente e su quali strategie siano più adatte a creare un cambiamento efficace e duraturo.

Per raggiungere questo risultato nella maniera più rapida ed efficiente possibile, l’intervento strategico è di tipo attivo e deve produrre risultati già a partire dalle prime sedute. Se entro il termine di 10 incontri non si producono risultati soddisfacenti, la terapia viene interrotta.

Statisticamente, questa metodologia di intervento ha mostrato tassi di efficacia terapeutica molto più elevati di approcci a lungo termine che si basano sull’indagine delle cause pregresse, e si è dimostrata la terapia d’elezione per tutti i disturbi della gamma fobico-ansiosa, ossessivo-compulsiva e depressiva.

L’intervento strategico ha come obiettivo ultimo quello di favorire lo sviluppo di autonomia e l’acquisizione di capacità personali nel fronteggiare e risolvere i problemi.

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