Psicoterapia Breve


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MASTER IN TERAPIA BREVE STRATEGICA

MASTER IN TERAPIA BREVE STRATEGICA

bart_t3n6lj  Comments (0)
GENNAIO 2018 Roma Durata: 1-2 anni “I primi passi verso la Terapia Breve Strategica” Il master in Terapia breve strategica attivato oltre 25 anni fa ed evoluto costantemente sulla base delle nuove formulazioni terapeutiche derivanti dalla...

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  • Perché sono riuscita a superare gran parte delle difficoltà ed oggi, ho gli strumenti per gestire i problemi qualora si ripresentassero.
    Giulia, 25 anni, studentessa
    Giulia

    25 anni, studentessa

  • Ero molto scettica all'inizio, avendo provato diverse psicoterapie in passato che non avevano risolto il mio problema, invece nonostante sia stato molto faticoso per me all'inizio, mi sono dovuta ricredere completamente.
    Francesca prova
    Francesca

    31 anni, libera professionista

80%
Efficacia
95%
Soddisfazione

Vantaggi della Psicoterapia Breve Strategica

Il lavoro strategico è focalizzato sul presente, sul disagio vissuto e su come modificare la difficoltà attuale piuttosto che le cause passate del problema. Questo approccio parte dal presupposto che la conoscenza (o più spesso l'interpretazione) delle cause passate non è ciò che permette di migliorare e risolvere il problema nel presente. Ciò che porta a cambiamenti efficaci, viceversa, è il lavoro sui fattori attuali di persistenza del problema.
Peculiarità dell'approccio strategico è la programmazione dell'intervento entro tempi certi e «non biblici». Entro 10 incontri si cerca di ottenere risultati e cambiamenti positivi.
Il lavoro strategico è puntellato della costante attenzione data agli effetti dell'intervento. Seduta per seduta si valutano insieme al paziente i cambiamenti ottenuti: si procede mantenendo le stesse strategie se stanno producendo buoni risultati, ci si autocorregge modificando le strategie proposte se non stanno dando buoni risultati.
Le indicazioni date seguono una logica sperimentata clinicamente a seconda del tipo di problema e che ha permesso negli anni di mettere a punto dei veri e propri protocolli di soluzione per classi di problemi. Tuttavia, a partire da queste caratteristiche generali delle strategie utilizzate, ogni intervento è unico ritagliato su misura poiché si deve adattare alle specifiche esigenze e all'unicità della persona. Il principio è quello erickson iano per cui la terapia si deve adattare al problema e alla persona e non viceversa.
Una volta raggiunto lo sblocco della persistenza del problema, si lavora per consolidare  il nuovo equilibrio nel tempo per renderlo duraturo. Questa fase è tanto importante quanto la precedente poiché si è visto che anche una terapia efficace nell'immediato produce spesso ricadute se non si lavora contemporaneamente a rendere stabile e sicuro il nuovo equilibrio raggiunto.

Cosa affronterò praticamente?

Il percorso di psicoterapia breve strategica è un percorso di cambiamento mediante le proprie esperienze. Nulla è forzato dall'esterno e tutte le indicazioni hanno la comune direzione di fare affidamento sulle capacità personali. Il percorso di scoperta di nuovi strumenti per superare e gestire il problema è costruito sulle nuove esperienze vissute piuttosto che sulla spiegazione anticipata. Solo successivamente si costruisce insieme al terapeuta la «consapevolezza» di quelli che erano i meccanismi di funzionamento del problema.
Il cambiamento a cui si mira è sempre un cambiamento strutturale e mai superficiale. Sebbene questo tipo di approccio sia particolarmente efficace per la maggior parte dei disturbi sintomatici (ad es., panico, DOC, ecc.) si lavora sempre sul «motore» della persistenza e non sul mero sintomo. Ciò permette di arrivare a soluzioni strategiche che quasi sempre si traducono in un bagaglio duraturo di nuovi strumenti e capacità personali.
Le indicazioni, o «compiti a casa», che spesso vengono utilizzati in terapia non sono mai nulla di pericoloso, espositivo o minaccioso. Al contrario, si tratta molto spesso di cose semplici, di una banalità quasi sconcertante, oppure di suggerimenti che possono risultare piacevoli, buffi, divertenti, oppure di indicazioni decisamente differenti da quanto suggerirebbe il senso comune, non usali, paradossali, creative e contro-intuitive.
Le risorse personali sono la reale leva di cambiamento. Si potrebbe dire che tutto il processo terapeutico ha come obiettivo di fondo quello di mobilitare le proprie capacità personali e indirizzarle verso una strategia di soluzione efficace rispetto a quanto provato sino a quel momento.
Una terapia veramente efficace restituisce autonomia alla persona. Il percorso terapeutico deve essere una parentesi che non crea dipendenze relazionali o personali. Tanto è importante inizialmente remare insieme, terapeuta e paziente, nella direzione di produrre un cambiamento, tanto è importante arrivare a un punto di chiusura della terapia che restituisca la piena e totale autonomia, la consapevolezza di farcela con le proprie risorse, e la capacità di affrontare nuove sfide future.