201303.230

Claustrofobia: paura di viaggiare, dell’aereo, dei luoghi chiusi

Solo passandoci attraverso se ne potrà uscire

La claustrofobia è la condizione per la quale rimanere chiusi in luoghi da cui si ha difficoltà a uscire o ad andarsene con immediatezza diventa estremamente stressante e può perfino portare ad avere attacchi di panico. La paura è tipicamente quella di sentirsi male, svenire, soffocare, perdere il controllo, non poter fuggire in caso di necessità e di non essere soccorsi in caso di bisogno.

Le situazioni che portano a tale condizione sono anche molto comuni: luoghi chiusi o affollati come cinema, ristoranti, discoteche, pub; trovarsi a viaggiare nel traffico cittadino o in autostrada (con l’ovvia difficoltà di non potersi fermare in caso di bisogno); affrontare tunnel o gallerie stradali, prendere l’ascensore, viaggiare in treno, autobus, metropolitana, e infine in nave o in aereo.

La terapia breve strategica della claustrofobia si fonda su una graduale modificazione dei fattori scatenanti che portano a percepire sensazioni così esasperate di paura. Solo successivamente si procede a riconquistare l’autonomia personale riaffrontando gradualmente le situazioni precedentemente tanto temute.

Bibliografia

Giorgio Nardone (2000). Non c’è notte che non veda il giorno. Ponte alle Grazie.